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Passione Insanapoli 40. Allora diciamolo che siamo un po’ masochisti.

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Ammettiamolo, dai, di essere un po’ masochisti.
Ma giusto un pò, eh.
Quel tanto che basta per non chiudere subito le ultime tre partite ma soffrire almeno fino al secondo tempo, far impennare le vendite degli ansiolitici e intasare il centralino del 118.

Con il Milan abbiamo dovuto attendere per ben due volte il responso del VAR.
Del resto, se non giochiamo sul filo del rasoio, o del fuorigioco, che gusto c’è?

Con lo Shakhtar la partita sembrava segnata già al quarantacinquesimo, per cui tutti a imprecare contro la scelta di Sarri di schierare Zielinski e Diawara a centrocampo, tutti a improvvisare lavagne tattiche da far invidia a Ciro Ferrara e a farneticare di schemi di gioco, che le nostre velleità di commissari tecnici sono state stroncate dalla perla di Insigne e dai successivi due gol.
Praticamente, la scorsa settimana, peggio di noi, improvvisati CT, ha fatto solo Ventura.

Con l’Udinese, poi, l’apoteosi: abbiamo dovuto addirittura assistere a un rigore miseramente sbagliato da Jorginho con, udite udite, successiva finalizzazione su rimpallo del portiere.

In totale fanno sei ulcere duodenali e quattro diverticoliti.
Che, per carità, possono pure valere il primo posto in classifica, ma insomma.

Per fortuna, a ripagarci di cotanta sofferenza,  arriva l’immagine di Lord Callejon che balla sotto gli spalti sulle note di “un giorno all’improvviso” e l’intervista rilasciata oggi da un Lorenzo Insigne versione Marchisio: i suoi “testa bassa e lavorare” ed “è il nostro lavoro, quindi niente alibi” oltre a farmi pensare che avesse urgente bisogno di un esorcista per far uscire il Principino dal suo corpo sono stati musica per le mie orecchie.
Vuoi vedere che, oltre a essere diventati cinici e a vincere le partite anche giocando male, stiamo addirittura acquisendo quella mentalità per cui non ci accontentiamo più solo della pacca sulla spalla?

A questo punto, che dire?

Io speriamo che me la cavo. Perché va bene arrivare primi, ma anche vivi e, possibilmente, senza gastriti fulminanti.

Altrimenti, come si festeggia poi?

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Passione Insanapoli 3. Domenica dopo Udinese – Napoli.

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Domenica, siamo sopravvissuti a Udinese – Napoli.

Che poi, se pensiamo che siamo sopravvissuti a Trump, tutto sommato era anche prevedibile.

Ma la notizia è che non siamo semplicemente sopravvissuti, ma che abbiamo vinto a Udine dopo nove anni. E che addirittura abbiamo sfiorato la tripletta di Insigne. E che nonostante l’assenza di Albiol abbiamo preso solo un gol. E che siamo riusciti a non addormentarci nel primo tempo, venendo ripagati nel secondo. E che, soprattutto, abbiamo superato indenni la fibrillazione cardiaca dell’ultima mezz’ora quando, dopo aver immediatamente vanificato il vantaggio, siamo riusciti a evitare il solito film (horror). Insomma, grazie a Koulibaly e allo Xanax, siamo sopravvissuti.

Purtroppo la Juventus ha vinto, ma neanche questa è una notizia. Anzi, era tutto sommato intuibile dalle parole di Oddo nel prepartita: “la mia squadra è composta da ragazzi che fino all’anno scorso giocavano in B. Per loro è già una conquista venire allo Juventus Stadium“. Tradotto: l’importante è partecipare, mica vincere. Tradotto ancora: ma avesse ragione Buffon quando dice che le squadre italiane “si scansano“?

Almeno l’infame non ha segnato. Il che, dopo i fischi dell’Argentina e il dileggio di Neymar, dovrebbe rendere la sua una settimana di m. quasi come la mia di quest’estate quando ne è stata annunciata la cessione.

La Roma, in compenso, ha perso. Peccato che abbia perso con l’Atalanta la quale, in compenso, vincendo, ci ha superato. Insomma, una gioia completa, mai.

L’ultima notizia, infine, è che la febbre evidentemente fa bene, visto che ci è voluta quella per far sbloccare Insigne.

A questo punto non ci resta che augurarci una bella epidemia tra martedì e mercoledì. Se a Siviglia, a Torino, a Kiev o a Napoli, a questo punto poco importa.

 

 

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Passione Insanapoli 2. Venerdì aspettando Udinese – Napoli.

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Venerdì.

Intanto ho superato la notte nonostante le dichiarazioni del procuratore di Hysaj e questa già mi sembra una buona notizia.

Che poi, uno dice Raiola, ma la verità è che i procuratori di alcuni giocatori del Napoli sono quanto di peggio.

I loro assistiti approdano come dei miracolati all’ombra del Vesuvio, dopo un’adolescenza trascorsa su oscuri campetti ghanesi o ucraini, trovano un allenatore che, grazie al proprio gioco, riuscirebbe a far sembrare Iniesta pure me e, dopo un’unica (!!!) stagione ad alti livelli, cominciano a urlare ai quattro venti di essere pronti per il Real Madrid.

In genere festeggiano i diciotto anni alla dodicesima di campionato. Roba che manco il Silvio dei tempi d’oro aveva tante minorenni al bunga-bunga.

Hanno più tatuaggi che peli ma “si sentono pronti per il Real Madrid”.

Meno male che c’è Hamsik che continua a giurare imperituro amore e Reina che si fa fotografare in mutande nel prepartita, sennò il morale sprofonderebbe sotto i tacchetti e manco il consueto tiro alle stelle di Allan riuscirebbe a risollevarlo.

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Passione Insanapoli 1. Giovedì aspettando Udinese – Napoli

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Siamo a giovedì.

Di già? Si chiederà lo stakanovista.

Soltanto? Si domanderanno i più. Anche un po’ fantozzianamente, diciamolo.

A me viene di esclamare “Oddio, è giovedì”.

Oddio, perché dopodomani è sabato.

Oddio, perché questa settimana il Napoli gioca di sabato.

Oddio perché, dopo la rigenerante sosta della nazionale, sabato ricomincio a soffrire. Anche a galvanizzarmi, sia chiaro, nell’attesa. Ma soprattutto a soffrire. In un’altalena di emozioni che proprio bene non mi fa.

L’adrenalina comincia a salire dopo pranzo, al terzo caffè della giornata, per poi precipitare drasticamente verso le cinque al trapelare delle prime indiscrezioni sulla formazione e il profilarsi dell’ennesima debacle di Gabbiadini.

Se poi penso che per sei anni abbiamo avuto il capocannoniere del campionato comincio a sudare già da adesso.

Si, vabbè, non abbiamo praticamente vinto niente nonostante i 36 gol dell’infame ma vuoi mettere la soddisfazione di portare a casa goleade ad ogni partita?

Se poi penso al ratto (consenziente) dell’infame e alle visite mediche di notte a Madrid, alla soddisfazione dell’orbo e alle (mie) lacrime di quest’estate, un brivido mi corre lungo la schiena.

Se poi penso al colpo di fulmine per Milik, grazie alle tre doppiette e alla somiglianza con Matthew McConaughey, e alla doccia gelata dell’infortunio immediatamente dopo, mi dovrei solo attaccare alla bottiglia.

Se poi penso agli errori di Goulham e di Reina e alle intemperanze, in campo e dal barbiere, di Insigne, altro che alcool, dovrei andare direttamente di Prozac.

Aiuto, è giovedì. Qualcuno mi dia uno Xanax che sennò a sabato non ci arrivo.

 

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