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Passione Insanapoli 38. Dopo Napoli – Sassuolo diamo un po’ i numeri.

Dopo Napoli – Sassuolo facciamoci due conti.

Primi in classifica con 31 punti: praticamente un 30  e quasi lode ce lo meritiamo tutto.

11 risultati utili in campionato e non succedeva dal 1989-1990 quando poi fu scudetto.

Solo 8 i gol subiti e questo credo invece non succedesse dai tempi di Mazzini.

Ancora uno il gol che manca ad Hamsik per raggiungere i 115 di Maradona. Ma almeno 800 le volte che glielo stanno facendo notare.

Uno – ma spero destinato ad essere il capofila di una lunga serie – il calcio d’angolo non soltanto non spedito alle stelle ma addirittura trasformato in gol. Ben quattro, infatti, le rivendicazioni di paternità seguite, a dimostrazione dell’eccezionalità dell’evento.

Unico e solo – e in questo caso spero destinato a rimanere tale – il caso di un pallone che si schianta contro non uno, ma ben due, pali senza poi entrare nella porta avversaria. Spero per Zielinski che abbia più fortuna con le donne.

Tre i gol segnati da Mertens dopo che i commentatori televisivi ne avevano già decretato la fine calcistica. Sicuramente dieci il voto che do alla loro perspicacia e lungimiranza.

Quattro gli anni del rinnovo contrattuale di Ghoulham: dopo una telenovela durata più di Beautiful mi sembra un buon risultato.

Almeno tre gli episodi influenzali che hanno colpito Sarri nel post-partita per sottrarlo alle interviste: se i risultati sono questi mi sa che diventiamo tutti no-vax.

Innumerevoli le volte che hanno chiesto ai giocatori “se pensano allo scudetto“. Ma a cosa volete che pensino? Alla lasagna che li aspetta a casa?

Mille i minuti giocati che sono serviti a convincere Sarri a tenere fuori Koulibaly e 90 quelli durante i quali Chiriches ha sputato sangue per convincerci che ha fatto bene.

Ora, però, usciamo dai numeri perché il calcio è prima di tutto fantasia, estro, inventiva ed entriamo nel campo del cuore, nel quale siamo non primi, ma unici.

Unico è il pubblico del San Paolo che arriva a 50.000 anche per vedere il Sassuolo.

Unico è Hamsik che, da vero capitano, non contesta mai una sostituzione e non manda mai a quel paese chi gli ricorda che “manca ancora un gol per raggiungere Maradona“.

Unico  e genuino il dispiacere che ho letto negli occhi di Paolo Cannavaro per quel tiro finale di Insigne che non è entrato perché, si sa, al cuore non si comanda.

Unica, infine, la vista da lassù.

Soprattutto considerando chi sta due gradini sotto.

 

 

Passione Insanapoli 9. Dopo Napoli – Sassuolo.

Troppo depressa per commentare (lucidamente).

Metti una sera una partita abbordabilissima. Un Insigne che sfiora la seconda doppietta consecutiva e un Callejon che sfiora il gol nel recupero, prendendo invece un palo netto. Un Gabbiadini che prova la rovesciata e un Cannavaro che si confonde sulla maglia che indossa e quasi quasi devia la palla vincente. Un Mertens che si scorda di essere ammonito e salta la prossima con l’Inter. Un dominio assoluto del Napoli e una beffa finale.

Metti tre punti che, all’improvviso, all’ottantaduesimo, diventano tragicamente uno. Come quando ti scippano le polpette dal piatto e tu rimani lì come un ebete a chiederti come sia potuto succedere.

Ecco, intitolerei il match di stasera la beffa della polpetta.

E se penso che ho addotto un appuntamento improcrastinabile dal medico  come scusa per fuggire anzitempo dall’ufficio, posso dire in tutta onestà che non ne è valsa la pena.

Già, ma il punto è: quando ne vale la pena ormai? Quando Reina fa il siparietto in mutande dagli spogliatoi nel pre-partita? Quando sul volto di Gabbiadini spunta l’ombra di un ghigno lontanamente paragonabile a un sorriso? Quando Insigne si ritinge i capelli e riesce a buttare dentro il decimo tiro a giro della partita?

Niente da fare. Sono troppo depressa per commentare.

Se vi va, fatelo voi.

Magari i vostri commenti mi tirano su…