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Passione Insanapoli 27. Il centravanti non è stato assassinato verso sera.

Alla fine, nonostante l’assetto di guerra delle forze dell’ordine che manco la presa di Mosul da parte dell’Isis e nonostante la presenza dei bodyguard che nemmeno Britney Spears ai concerti, il centravanti non è stato assassinato verso sera.

Per fortuna, aggiungerei. E con buona pace di quanti non aspettavano altro per tacciare di inciviltà i tifosi napoletani.

E invece più di qualche fischio  e di qualche  improperio incentrato sulla materia di cui sarebbe composto – più che legittimo date le circostanze –  il caro Higuain non si è preso.

Del resto, anche quel noto gentiluomo di Chiellini, che ha fatto del fair play in campo il suo marchio di fabbrica, ha riconosciuto l’assoluta civiltà delle contestazioni.

Che poi, per i napoletani l’ospitalità è tutto, si sa. Per cui, se avessero potuto, avrebbero chiesto anche al tempo di essere meno scostumato. Ma quelli gli elementi, si sa, per loro natura sono ingestibili e quindi non c’è stato niente da fare.

Con il Vesuvio, in compenso, è stato un successo. Eh si, perché Sua Maestà era parecchio indispettito per non poter soddisfare le istanze giunte in continuazione da più parti d’Italia. Il problema è che aveva frainteso le intenzioni manifestate in modo sempre un po’ ambiguo e, ingenuamente, riteneva di dover lavare con il fuoco gli avversari del Napoli. Vai perciò a spiegargli che da ogni dove auspicano il seppellimento dei suoi stessi figli: inconcepibile per lui, Crono docet.

Altrettanto inconcepibile, per i napoletani, toccare un ospite, in quanto sacro. Da qui sono partite le negoziazioni con il vulcano che cercava di spuntare almeno quattro schizzi di benvenuto, o magari due lapilli tanto per gradire. La diatriba è andata avanti un bel po’ ma siamo riusciti ad ottenere che andasse a letto senza cena.

Che poi, sinceramente, dato lo spettacolo desolante offerto dalla prima in classifica e dalla prestazione di Gonzalo – nelle inedite vesti del figliol prodigo immaginario – i botti di benvenuto sarebbero stati davvero troppo.

Senza contare che a quel punto si sarebbe pure potuto risentire il Palermo per la disparità di trattamento.

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Passione Insanapoli 26. La solitudine del povero Gonzalo.

Aspettando Napoli – Juventus, il dramma del povero Gonzalo.

In genere la settimana che precede Napoli – Juventus ha tutto un altro mood. Ma stavolta sono stata bravissima nel fare astrazione mentale nonostante ci fosse abbondanza di materiale per il gossip più spinto.

Prima di tutto il ritorno di Higuain, che ha assunto contorni molto meno cruenti di quelli immaginati a luglio. Poi lo schiaffo morale inflitto ad Allegri dalla Panchina d’Oro a Sarri. Ancora, l’inchiesta sui presunti legami tra Andrea Agnelli e gli ultrà legati alla ‘ndrangheta.

Insomma, avrei potuto sparare liberamente sulla Croce Rossa e trarne pure una certa soddisfazione.

Invece niente. Ho semplicemente rimosso il pensiero delle ben due partite che ci attendono e dormito bene comunque.

Fino a stamattina. Quando la radio mi ha scaraventato violentemente sulla terra citando, tra le notizie del giorno, il match di domenica sera. Addirittura, l’annuncio del ritorno di Higuain a Napoli da avversario si è meritato un posto d’onore tra le dichiarazioni di Carminati al processo su Mafia Capitale e le ritorsioni di Trump contro l’Europa per l’onta subita dai bistecconi made in USA.

Intanto mi è andato di traverso il caffè. E questo, ne sono sicura, già pregiudica il mio umore di oggi nonostante sia venerdì.

Poi mi ha indotto a riflettere sulla circostanza che sia stata io a sottovalutare colpevolmente la portata dell’evento. Dopotutto, potrei aver peccato di superficialità e pressapochismo nell’essermi concentrata sulla barbarie di Alatri, sulle dichiarazioni di Poletti e sull’annunciata riapertura delle miniere di carbone da parte di Trump, quando la vera, unica, sola notizia degna di questo nome era il ritorno di Higuain a Napoli da avversario.

E non solo, aggiungerei. Perché il giornale radio della RAI ha anche precisato che Dybala non è in condizione e Mandzukic è ko. Quindi il povero cucciolo potrebbe dover affrontare il Napoli da solo.

Ma ci rendiamo conto? Abbiamo sguazzato per giorni nel fango di efferati delitti, dichiarazioni vergognose, provvedimenti che gridano vendetta mentre a Torino si consumava questa tragedia. Il povero Gonzalo Gerardo lasciato solo ad affrontare la folla inferocita di un’arena che brama solo il suo sangue.

Io a questo punto chiedo pubblicamente a Mentana di dedicare una delle sue maratone al tema. E invito tutti a passarsi una mano sulla coscienza e aderire al flash mob “Adotta un Gonzalo anche tu” per farlo sentire di nuovo a casa. Chiedo, inoltre, a Insigne e Mertens di fargli qualche assist dei loro in memoria dei “bei tempi che furono” e ad Albiol di accantonare i vecchi rancori e, serenamente, “scansarsi”. Gli esempi in Serie A non mancano, caso mai volesse prendere ispirazione.

Lo stesso appello “Regala un rigore alla Juventus” che ha ironicamente occupato il web nelle ultime settimane assume tutto un altro sapore e diventa, a questo punto, un atto dovuto. Ma in questo caso direi che conta poco il numero di firmatari perché, per fortuna, la classe arbitrale è assolutamente integra e intransigente e difficilmente si fa condizionare dalla volontà popolare.

Quindi, bando alle ciance, dimentichiamo la visita del Papa e le celebrazioni dei Trattati di Roma, perché questo week end succede qualcosa di molto più rilevante. Qualcosa che può rendere tutti noi protagonisti della Storia. Qualcosa che finalmente potrebbe rendere l’Italia un Paese unito, coeso nel raggiungimento dell’obiettivo comune: stringiamoci forte intorno a Gonzalo.

Ma molto, forte, eh.