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Passione Insanapoli 50. Zero tituli a chi?

91 punti non sono bastati a vincere lo scudetto.
Del resto, 12 punti non erano bastati tre anni fa ad andare in Champions.
Ed essere 2 volte Campioni di Inverno neanche è stato sufficiente.

E parlano di zero tituli?
Mica nella vita conta solo vincere. Soprattutto poi se si vince in modo non proprio trasparente (per usare un eufemismo).
Io dico grazie, comunque, a tutti.
A Pepe, che avrei riconfermato ad occhi chiusi pure se avesse avuto novant’anni perché adesso chi li piglia  a paccheri quei muccusielli?
A Christian, che pure mi terrei come mascotte a vita perché ha attraversato questi dieci anni elegante come l’inchino che ha sempre tributato al suo pubblico e perché sul campo ci ha letteralmente rimesso i polmoni in galoppate che ricordo epiche.
A Ciro, perché quei 91 punti li dobbiamo in gran parte a lui e quindi guai a parlare di calo di rendimento nel finale.
A Marek, che è l’unico che non ci ha mai tenuto sul filo del rasoio con i tentennamenti da “me ne vado o non me ne vado”, perché l’amore non è sempre tumulto ma anche rassicurazione.
A Kalidou, per averci regalato la gioia suprema e incommensurabile di quel gol allo Stadium che manderemo in loop nei decenni a venire.
A Lorenzo, per essersi preso gli sfottò per i capelli gialli dal suo pubblico e gli insulti beceri dei tesserati della Juventus con lo stesso imperturbabile stoicismo frattese.
A José Maria, perchè se se ne va lui me ne vado pure io.
Ad Allan, perché “è un lavoro sporco ma qualcuno dovrà pur farlo” e lui lo ha fatto alla perfezione.
Al Mister, per tutto quello che ha fatto in questi anni ma, soprattutto, per aver fatto rosicare Allegri che manco Zidane a Cardiff.

A tutti gli altri che, anche se non menzionati espressamente, sono nel mio cuore e ci resteranno per sempre perché, e in questo non sono d’accordo con Sarri, non tutto nella vita è destinato a finire.

Passione Insanapoli 23. Dopo Napoli – Crotone

…ma soprattutto dopo Napoli – Real, nonché dopo Rubentus – Napoli (praticamente prendi tre paghi uno) è evidente che di alcuni incubi e fantasmi non ci libereremo mai:

 

  1. l’incubo Sergio Ramos mi perseguiterà in eterno: ieri l’ho visto addirittura reincarnarsi in Falcinelli, oggi in un mio collega che ha tentato il colpo di testa con il foglio accartocciato verso il cestino (mancandolo, lui).
  2. Con i 50 milioni spesi per Pavoletti e Maksimovic rifacevamo lo stadio e ci avanzava pure un po’ di cresta (questa si chiama la persecuzione del bidone che da Prunier e Calderon in poi ci tormenterà per sempre).
  3. Sarri ha un cane  problematico. Si chiamasse Manolo? Speriamo che almeno con lui la terapia funzioni.
  4. Sembra che Mertens sia in crisi con la moglie e lei sia tornata in Belgio. Basta che non si scambino poi le residenze come hanno fatto Cavani e Soledad (dando il via all’inizio della fine).
  5. E’ sconcertante il dietrofront di Sconcerti: dopo aver difeso a spada tratta l’indifendibile pare che oggi abbia dichiarato che “si, in effetti  il Napoli aveva ragione” a sentirsi defraudato per l’ennesima volta dopo il match con la Rubentus.
  6. De Laurentiis straparla come al solito: invece di commentare lo scandaloso arbitraggio della Coppa Italia se la prende con i giornali del Nord accusandoli di odiare il Napoli e Napoli. Il sindaco De Magistris prima nega gli spazi a Salvini per il comizio e poi fomenta facinorosi e black block ad accoglierlo armati non di panzarotti ma di lacrimogeni. Sarebbe auspicabile che i prossimi alla guida della città e della squadra non abbiano il “De” nel cognome, per la palese ostilità manifestata verso la sottile arte della diplomazia.

Insomma corsi e ricorsi storici, o meglio, incubi che si ripropongono con tragica ciclicità.