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Passione Insanapoli 33. L’ultima cena?

Cominciamo subito col dire che l’auspicio del 18 maggio (per il quale si veda http://openspace.name/2017/05/18/passione-insanapoli-32/) di trascorrere un’estate tranquilla, senza colpi di testa e di mercato, è già stato clamorosamente disatteso.

Neanche il tempo di illuderci che l’unico problema da qui al 31 agosto sarebbe stata la prova costume, accantonando tutte le ansie da calciomercato con i rinnovi di Mertens e Insigne, che De Laurentiis ha provocato un incidente diplomatico, pare insanabile, con Reina.

Ora, io non so come siano andate esattamente le cose, ma pare che il Presidente si sia complimentato con tutti i giocatori e, con riserva, con l’Ommità, cui avrebbe imputato alcune distrazioni dentro e fuori dal campo.

La “simpatica” tirata d’orecchie – che possiamo immaginare esilarante come le battute di Salvini sugli immigrati – ha scatenato la furia di Yolanda, fumantina consorte di Pepe, e la reazione sdegnata di entrambi i coniugi sui social network.

Morale della favola: mentre prima cercavamo il secondo di Reina, adesso rischiamo direttamente di perdere il portiere titolare. Oltre che il sindacalista della squadra. E quello che più di tutti “fa spogliatoio” qualunque cosa ciò significhi. E il testimonial di Intimissimi nel pre-partita (il che, più di ogni altra considerazione, getterà nello sconforto i tre quarti della popolazione femminile partenopea).

Io spero che davvero De Laurentiis rinsavisca e faccia pubblica ammenda, nonostante sia consapevole che è più facile che Trump accolga una delegazione di messicani alla Casa Bianca e che Kim Jong Un vinca il Premio Nobel per la Pace.

Ma finchè non si riferirà a Pepe come al “Signor Reina” – preludio a tutti gli ultimi, dolorosissimi, addii – la speranza di una riconciliazione non morirà.

Il problema è che si preannuncia la solita, inevitabile, estate di passione all’insegna del “resta o non resta”? “Torna in Germania, dove pare sia già molto richiesto”? “E, se tornasse in Germania, la squadra si spaccherebbe nuovamente”? “Albiol e Koulibaly, privi del puparo che muoveva i fili della difesa, cederanno agli assalti di Conte & co?” “Sarri prenderà le sue difese inasprendo ancora di più il rapporto con il patron”?

Insomma, il consueto tourbillon di previsioni nefaste, pareri non richiesti, opinioni non qualificate, scommesse clandestine, spoiler infondati, speculazioni varie e psicosi collettiva imperante.

Allo scoccare del 1 giugno, tre cose sono sicure per me: gli stupri di gruppo operati dalle zanzare milanesi, l’attesa spasmodica e fantozziana delle ferie d’agosto e le tarantelle del calciomercato del Napoli.

Stavo addirittura pensando di disdire la prenotazione in Madagascar e restare qui a presidiare la situazione e a soffrire, per evitare di essere raggiunta sul più bello da una ferale notizia che vanifichi in un nanosecondo gli effetti benefici del paradiso malgascio.

Poi ho pensato che qui mancheranno i lemuri ma non certo macachi e scimpanzé, per cui tutto sommato meglio affogare l’eventuale dispiacere nelle acque cristalline dell’Oceano Indiano piuttosto che in quelle del litorale domizio.

Dopotutto, come diceva Marilyn, se proprio si deve piangere, meglio farlo in una limousine, no?

Passione Insanapoli 16. Con Sarri e con Ranieri

 

Settimana all’insegna del fair play.

Ranieri esonerato dopo aver fatto vincere la Premier League al Leicester ed essere stato nominato allenatore dell’anno dalla FIFA. Per dare un’idea dell’assurdità della cosa, basti pensare che ha ricevuto un tweet di solidarietà perfino da Mourinho.

Allegri che manda elegantemente a quel paese Bonucci il quale altrettanto elegantemente gli risponde, con la notizia che rimbalza sui media di tutto il mondo in seconda posizione rispetto al finto attentato svedese paventato da Trump e subito prima della scissione del PD.

De Laurentiis che farnetica in mondovisione di tattica di gioco (quando l’unico gioco di cui può al limite discettare è quello delle coppie dei suoi cinepanettoni) e si permette di criticare Sarri e le sue scelte tecniche. Praticamente come se io facessi le pulci a Draghi.

Pace e serenità per tutti, insomma.

Intanto, nonostante la disastrosa prestazione con il Real Madrid le quotazioni di Koulibaly salgono. Contro qualsiasi legge del mercato del lavoro ma in perfetta coerenza con l’immeritocrazia imperante.

Salgono anche le clausole rescissorie di Goulham e Hysaj e il preteso aumento di stipendio di Insigne.

Sale il prezzo da pagare per portare via Milik, non si sa bene se ancora con il tutore oppure no, mentre si moltiplicano addirittura le clausole rescissorie di Mertens in base al posizionamento sullo scacchiere geopolitico (Cina vs Resto del Mondo).

E allora, in un mondo dove tutto sembra avere un prezzo (alto per giunta), io sono e sarò sempre con Sarri. A prescindere, come diceva Totò.

Per le sue tute, i suoi occhialoni demodè, le sue stecche di sigarette, i suoi modi bruschi, il suo essere politicamente scorretto e per quella prima, ma spero sempre valida affermazione, che me lo fece istantaneamente amare: “mi pagano per fare una cosa che avrei fatto la sera, dopo il lavoro e gratis”.

Chapeau, Mister. Con te forever.

E con Ranieri, pure.