Passione Insanapoli is back.

Passione Insanapoli.

Dopo una lunga latitanza, arieccoci.
A tifare, soffrire, commentare, litigare, farci il sangue amaro, esultare.
Eh si, perché in questi 5 mesi ne sono successe di cose.
E se abbiamo dato tempo al Premier Conte, a maggior ragione dovevamo concederne ad Ancelotti.

Oggi, quindi, possiamo dire che:

  • siamo secondi in campionato, nonostante tutti ci dessero per spacciati prima ancora di cominciare;
  • siamo primi nel girone di Champions dopo aver battuto il Liverpool e pareggiato con il PSG, nonostante il girone fosse stato definito “di ferro” e la nostra disfatta annunciata che manco Napoleone a Waterloo. Se non altro, comunque vada, avremo fatto rimangiare il sorriso di soddisfazione a Blanc in sede di sorteggi e ci troviamo addirittura nella posizione di quelli che “possono recriminare qualcosa” invece di ringraziare il cielo di non essere stati presi a pallonate in faccia da Mbappé;
  • abbiamo finalmente imparato il significato della parola “cambio” e familiarizzato con il turnover, questo sconosciuto. Assistito alla resurrezione di Maksimovic, alla trasformazione di Ospina in Garella e visto per la prima volta in faccia Rog che, nella gestione Sarri, veniva inquadrato solo di sfuggita in panchina;
  • siamo diventati tutti “ancelottiani” subito dopo esserci detti inconsolabili per l’abbandono di Sarri, dimostrando quel po’ di sana cazzimma di cui difettavamo;
  • abbiamo, forse, fatto finalmente il callo agli abbandoni, tanto che saremmo pronti a riscaldare la minestra Cavani anche nel microonde se questo servisse a farlo tornare prima;
  • abbiamo vinto, nell’acqua, la sfida contro una Repubblica Marinara, e non era cosa facile;
  • abbiamo deciso che non possiamo più concedere il beneficio del dubbio né a Toninelli né a Milik;
  • abbiamo preso coscienza di avere una “panchina” anche noi, che non sia solo quella del parco sotto casa.

Insomma, molte cose sono state fatte, ma altrettante se ne possono ancora fare.

Intanto approfittiamo della sosta per prendere fiato, che subito dopo ci aspettano le vere bestie nere: Chievo e Atalanta.
Altro che Juventus o PSG: qui, se battiamo Pellissier, praticamente è fatta anche con Salah.

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