Passione Insanapoli 34. Si ricomincia.

Condividi quest'articolo su Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on TumblrShare on LinkedInShare on RedditPrint this page

Ebbene si. Si ricomincia.

Ho voluto aspettare la fine del calciomercato e i consueti shock che ci riserva, in genere, alle ore 23.55 del 31 agosto.

Scongiurare il rischio della nefasta profezia agostana di Celestino (di cui a http://openspace.name/2017/03/19/passione-insanapoli-25-la-profezia-celestino/ ), bloccando direttamente il mittente su whatsapp.

Far passare, già che c’ero, l’uragano Harvey e il lancio di quei quattro-cinque missili da parte della Corea del Nord che, comunque, avrebbero avuto effetti meno devastanti dell’eventuale addio di Reina.

Assistere allo shopping compulsivo del Milan chiedendomi nel frattempo se il Napoli avesse stipulato una cospicua polizza sulla vita di Hysaj che, a questo punto, diventa di primaria importanza.

Ho voluto, fondamentalmente, disintossicarmi dal calcio (e di conseguenza dallo Xanax) almeno per un po’, per poi riabituarmi gradualmente alla routine ed evitare il trauma da rientro.

Ovviamente con risultati fallimentari.

Le partite al cardiopalma con Atalanta e Bologna hanno miseramente stroncato ogni mia velleità in tal senso.

Dopo due primi tempi che lasciavano presagire il solito inizio zoppicante a suon di pareggi, che sarebbero stati poi oggetto di infiniti rimpianti e lacrime di coccodrillo a maggio, il Napoli ha ribaltato le sorti delle partite segnando a raffica, con un cinismo e una cattiveria che manco il Real Madrid a Cardiff (ooops).

Ieri sera, in particolare, per un attimo ho temuto che, sapendo del compleanno di Donadoni, i nostri avessero deciso di regalargli la partita, in un impeto di generosità francamente un po’ eccessivo.

Mi sono ulteriormente allarmata all’ennesimo fallo su Mertens di tal Helander, il cui nome per assonanza mi è sembrato tristemente profetico (“ne resterà uno solo: highlander, l’ultimo immortale”).

Ho cominciato a ricredermi quando Reina, con quella parata di petto, ha lanciato il chiaro messaggio “stasera non mi butta giù neanche l’uragano Irma”.

Alla fine contavo sul poker, lo ammetto.

Presuntuosa? No, soltanto cinica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *