Passione Insanapoli 10. Prima di Napoli – Inter.

Ogni volta che si gioca Napoli – Inter mi ritorna in mente un episodio di qualche anno fa.

Durante un incontro di lavoro avevo conosciuto l’avvocato De Nicola, partner di un noto studio legale internazionale, molto conosciuto anche per le sue collaborazioni con alcune testate giornalistiche e, scoprii in quell’occasione, tifoso interista sfegatato.

Al termine della riunione annunciò che, come ogni anno, sarebbe partito alla volta di Napoli per assistere, dalla panchina, al match in virtù della parentela vantata con il medico della squadra azzurra, suo cugino di primo grado.

Ora. Ancora oggi io non so dare una spiegazione dignitosa a quello che dissi subito dopo aver appreso questa informazione.

Forse posso cercare un alibi nell’agitazione pre-partita. Forse dissi quello che dissi perché mentalmente distratta dall’idea di chiedergli un lasciapassare anche per me. Forse posso attribuire il tutto all’abitudine, che ho spesso, di parlare a vanvera, senza riflettere, pur di riempire un silenzio o una parentesi rosa tra le parole dell’interlocutore.

Perché, insomma, nonostante lui mi avesse detto che suo cugino era il medico del Napoli e, in più, io sapessi perfettamente che il medico del Napoli si chiamasse De Nicola per cui, anche volendo, sarebbe stato davvero difficile sbagliare, io esclamai, tronfia e soddisfatta: “quindi lei è il cugino del mitico Carmando” (che, per la cronaca, era il massaggiatore della squadra già dai tempi di Maradona), io proprio non me lo so spiegare.

Però l’espressione di stupore mista a commiserazione che passò sul suo volto mentre, con tono sommesso, ribadiva “no, io sono il cugino di De Nicola” mi viene in mente prima di ogni Napoli – Inter.

Quando, dal mio divano, me lo immagino assiso sulla panchina dove, se ci fosse una giustizia al mondo, dovrei trovarmi io.

Stasera, in particolare, me lo vedo seduto in panchina a raccogliere le confidenze di Rog e Tonelli un attimo prima che balzino in piedi a bestemmiare contro il passaggio, tecnicamente perfetto, di Goulham a Icardi.

Modererà l’esultanza per la prestazione della vita già ampiamente annunciata da Pioli e si dedicherà a risollevare il morale a Maksimovic probabilmente ricordandogli che se ha sfidato il terrorismo internazionale pur di approdare a Napoli un motivo valido ci sarà stato, pur non essendo esattamente quello di giocare, come magari pensava all’inizio.

Conforterà Gabbiadini subito dopo la sostituzione al 70° e darà il cinque a Insigne per i 18 spettacolari tiri a giro effettuati (e non entrati).

Speriamo non debba consolare nessuno per pali, traverse, scivolate o morsi subiti.

Soprattutto speriamo che continui a portare bene al Napoli, lì seduto in panchina, come avrà sempre pensato quel furbacchione del cugino medico.

 

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